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Archivio mensile marzo 2016

Diadmin

HAPPY HOLI

La festa di Holi o festa dei colori, che viene celebrata il giorno successivo alla prima notte di luna piena del mese di Marzo, ha radici antiche ma tutt’oggi nessuno rinuncia a parteciparvi. Quest’anno si festeggia il 23 marzo. E’ una festa legata ai festeggiamenti in onore del raccolto e della fertilità della terra, del trionfo del bene sul male ma segna anche la fine dell’inverno e l’avvicinarsi della primavera. Holi significa “bruciare” ed il nome deriva da una leggenda antica in cui la celebrazione segna il trionfo del bene sul male.holi
La storia riguarda la figura dell’arrogante re demone Hiranyakashipu che per vendicare la morte del fratello minore ucciso da Vishnu,aveva deciso di sfidare Vishnu stesso per diventare il Re del Paradiso, della Terra e degli Inferi.
Al fine di realizzare i suoi piani di conquista, Hiranyakashipu si sottopose a lunghi anni di penitenze e di preghiere finchè guadagnò il potere di essere invincibile agli dei, di non poter essere ucciso né da bestia e né da uomo, né durante la notte o di giorno. Il re pensò di essere divenuto invincibile, si proclamò unico dio ed ogni suddito del suo regno avrebbe dovuto adorarlo. Ma Prahalad, il giovane figlio del re, era un fervente devoto di Vishnu e non c’era modo che il padre riuscisse a dissuaderlo. Il re cercò in varie occasioni di attentare alla vita del figlio senza riuscirci. Chiese allora aiuto alla sorella Holika che, si diceva, fosse immune al fuoco. Con uno stratagemma fecero sedere Holika su una pira con in braccio Prahalad, ma la fede e la totale devozione del giovane nei confronti di Vishnu lo salvarono dalla violenza del fuoco, mentre Holika fu ridotta in cenere.
Così, furono decretati il trionfo di Prahlad, personificazione del bene, e la disfatta di Holika, incarnazione del maligno. Successivamente, Vishnu uccise anche il re demone Hiranyakashipu.
Ancora oggi, ogni anno, durante la notte di luna piena, vigilia della festa di Holi, vengono accesi degli enormi falò che rappresentano il fuoco purificatore che brucia via gli spiriti maligni e le negatività.
L’aspetto giocoso di questa festa deriva da un’altra leggenda, riguardante Shri Krishna (che si dice essere una delle incarnazione di Shri Vishnu). Krishna era un ragazzo giocherellone ed uno dei suoi divertimenti preferiti era quello di lanciare acqua mista a polvere colorata (gulal) addosso alle ragazze del villaggio. In breve questo gioco coinvolse anche gli altri ragazzi del villaggio rendendolo molto popolare. Questa consuetudine, tramandata nel corso dei secoli, è divenuta una vera e propria festa popolare. holi1
Così si saluta l’arrivo della primavera: danzando, cantando e lanciandosi addosso polveri colorate. Un modo per dare il benvenuto alla stagione del raccolto e buttarsi alle spalle i brutti pensieri.

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COSA VAI A FARE IN INDIA?

Quando quest’anno ho detto ai miei amici che avrei trascorso le mie vacanze in India la domanda è stata per tutti la stessa: “Ma cosa vai a fare in India? E’ sporco, si mangia male, è pericolosa e poi… cosa c’è da vedere?” Mia madre poi che mi ripeteva: “Prenderai qualche malattia”. Lo confesso, alla fine anch’io sono partita con qualche timore. Ma la voglia di visitare questo paese ha sopraffatto tutte le mie angosce.

Appena metto piede fuori dall’aeroporto vengo travolta dai colori, dagli odori, dagli sguardi e dai sorrisi della gente. Rimango colpita dall’infinita pazienza e dall’umiltà di questa gente che mi ha accolto offrendomi il loro tempo e la loro gentilezza. traffico

E’ vero, l’India è terra di contraddizioni: da un lato una storia millenaria, monumenti meravigliosi e paesaggi mozzafiato; dall’altra lo sporco, la povertà, la puzza, l’inquinamento. Strade intasate di mucche, pecore, tut tuc, pullman, auto e persone, tante persone, che non fanno altro che suonare (si perchè in India anche gli animali suonano) ininterrottamente il clacson o qualsiasi cosa sia in grado di emettere un suono.

Bambini con occhi neri giganteschi, scalzi, vestiti di stracci che giocano con qualsiasi cosa che trovano per strada e che non vanno a scuola perchè i loro genitori hanno bisogno del loro aiuto a casa, nei campi o per le strade a vendere souvenir ai turisti.bambini

Vecchi che faticano a reggersi in piedi, con le loro gambe più fini di un fuscello, ma pronti ad aiutart i appena ti vedono in difficoltà.

E ora capisci cosa sei venuto a far in India; ma tornando a casa non riuscirai a raccontare ai tuoi amici o a tua madre cosa ha provato il tuo cuore davanti ai colori, agli odori, alle mucche, agli occhi dei bambini, ai sorrisi degli anziani. Il tuo cuore resterà straziato da tutto questo ma godrà di una pace che ti resterà dentro e non ti lascerà più.

Perchè l’India va visitata, va vissuta…. senza paura!!!

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LA PRATICA DELL’HENNE’

HENNE La pratica dell’Hennè per abbellire il corpo umano iniziò nel neolitico in Turchia. In India, queste decorazioni si chiamano Mehndi e la loro tradizione risulta ininterrotta a partire dalle dame e divinità ritratte negli affreschi delle grotte di Ajanta attorno al 400 d.C., fino ai giorni nostri. Sono immancabili nelle feste sia hindu che musulmane. La tradizione vuole che sia applicato in particolare il giorno prima del matrimonio durante la cerimonia del mehndi, che è parte integrante delle nozze. Durante la cerimonia la più esperta tra le presenti adorna mani, braccia, piedi e gambe della sposa mentre le donne più anziane la introducono al mondo dell’amore, svelando i segreti per essere una buona moglie e istruendola su come comportarsi per piacere al marito. Si crede che più scura risulterà la tinta ottenuta durante la cerimonia del Mehendi, più profondo sarà l’amore che legherà gli sposi. Qualsiasi festa è un buon motivo per ornarsi col Mehndi. La maggior parte delle ragazze apprende quest’ arte fin dall’infanzia e in molte località turistiche potrete farvi tatuare le mani a pagamento.  La pasta di hennè viene venduta in coni e le ragazze ve la applicheranno a mano libera creando dei disegni simili al macramè. HENNE1Una volta finita l’applicazione bisogna aspettare almeno un paio di ore affinchè si secchi dopo di che si rimuoverrano i residui dell’henne passando la pelle con dell’olio. E’ meglio evitare di lavarsi con il sapone fino al giorno dopo, per permettere al disegno di fissarsi sulla pelle. Il colore del disegno è arancione appena finito e diventa più scuro nei giorni successivi. Il disegno vi durerà due/tre settimane, sbiadendo lentamente.

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LE HAVELI DELLO SHEKHAWATI

Lo Shekhawati è una piccola regione del Rajasthan compresa tra le città di Delhi, Jaipur e Bikaner ed è stata al centro delle vie carovaniere che nel XIX sec. furono crocevia di mercanti, traffici e scambi di ricchezze importanti. E’ una regione rurale, ancora fuori dai tradizionali circuiti turistici, dove gli usi e i costumi sono diversi da quelli del resto dell’India.

Per secoli fu la residenza prescelta da una casta di commercianti, i Marwari, i cui traffici in stoffe, spezie e oppio propiziarono loro enormi ricchezze con le quali costruirono magnifiche residenze, le haveli che si trovano per la maggiore in piccoli centri abitati.

La particolarità delle haveli sono gli affreschi che ricoprono i muri esterni e interni con scene mitologiche, ritratti di famiglia, aneddoti popolari, leggende ed imprese degli appartenenti alla famiglia.

Lo sviluppo delle ferrovie fu un colpo terribile per i commerci carovanieri così che i mercanti marwari furono costretti a trasferirsi, lasciando le haveli chiuse e abbandonate, o affidate a custodi. Oggi alcune sono occupate abusivamente, altre abitate da qualche ramo della famiglia proprietaria e molte versano in stato critico.

Gli affreschi migliori si trovano generalmente all’interno e poiché non esiste un vero e proprio sistema istituzionalizzato di visita, e’ necessario armarsi di pazienza, delicatezza e a volte anche mance per poter visitare quest’angolo speciale di India. Ricordate comunque che nella maggior parte dei casi state entrando in casa altrui e dunque, seppur per un centinaio di Rupie, vi stanno facendo una cortesia.

HAVELI

HAVELI SHEKHAWATI

I centri principali sono Nawalgarh, Mandawa e Fatehpur. Vi sono molti altri centri in zona dove potrete vedere questa particolare forma di decorazione e di architettura; la regione è una meta molto consigliata, dove potrete passare qualche giorno immersi nel Rajasthan rurale, nel pieno delle tradizioni, magari comprando per pochi HAVELI1spiccioli in minuscole botteghe, cascate di lustrini e mussoline dai colori sgargianti.

Nawalgarh è una piccola cittadina posta al centro della regione, dalla quale potete partire per esplorare i dintorni. Vanta un buon numero di haveli oltre ad un carino bazar.

Anandi Lal Poddar Haveli è una delle più belle e regali haveli di Nawalgarh. Situata nel cuore della città, questa haveli, costruita nel 1902 da Ramnath Anandilal Poddar, è uno dei pochi edifici della regione ad essere completamente restaurato.  Ma anche la Choti Haveli, la Khedval Bhawan o la Morarka Haveli sono eccellenti esempi abitativi dell’epoca.

Merita sicuramente una visita anche il forte Bala Kila anche se le parti moderne hanno alterato la struttura originale.

Vi consigliamo vi fermarvi per pranzo magari in qualche fattoria biologica a gestione famigliare presente nella zona.

Da vedere anche le cittadine di Dundlod e Parasrampura che distano 6/7 km da Nawalgarh e dove la vita scorre amcora secondo i ritmi di un tempo.

In questi villaggi fuori da tutti i circuiti turistici è possibile passeggiare con tranquillità nella natura e la cordialità e la spontaneità dei suoi abitanti toccherà i vostri cuori, lasciandovi il ricordo di un’India vera, genuina, in cui riuscirete a percepire l’essenza di un paese meraviglioso.